L’INVOLUCRO NATURALE A PROVA DI NATURA

L’INVOLUCRO NATURALE A PROVA DI NATURA

Casi studio di architetture alpine con involucri che resistono a condizioni estreme.

Scopo dell’evento è quello di dare una panoramica sull’utilizzo del metallo in copertura e facciata come soluzione per creare involucri edilizi dall’alto standard energetico e qualitativo, che possano resistere anche a condizioni climatiche estreme.

In un’ottica di episodi climatici sempre più distruttivi è importante pensare ad un rivestimento che possa garantire le prestazioni della tamponatura e al tempo stesso resistere alle intemperie senza alcun danno.
Punto importante da non trascurare è il rispetto e la tutela dell’ambiente. Tematiche ormai all´ordine del giorno per gli operati del settore ed è per questo che è meglio proporre sempre materiali riciclabili, facili da smaltire ed ecologici.

La scelta di questi tre progetti non è casuale. Verranno approfondite le tecniche di posa, i dettagli costruttivi di 3 involucri di tre progetti costrutti per resistere a situazioni molto avverse, come il vento forte, le temperature rigide e l’irraggiamento solare.

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I 3 PROGETTI

1 Il RAME: IL “RIFUGIO VITTORIO VENETO” AL SASSO NERO
Arch. Arch.Helmut Stifter_Studio STIFTER + BACHMANN

Il nuovo Rifugio al Sasso Nero si staglia a 3.026 m s.l.m.
Le sue facciate dalla forma irregolare sono rivestite in rame con l’impiego della tecnica della doppia aggraffatura.
La scelta del rame non è causale. Essendo un materiale naturale, cambia con il tempo in base alle condizioni climatiche e perde il suo tradizionale colore brillante e roseo, dando spazio ad una sfumatura più scura che meglio si mimetizza con il contesto.
Una facciata quindi che dialoga con il contesto e con una vita propria, mutando con il passare del tempo.
Dal punto di vista energetico sul tetto è installato un impianto fotovoltaico da 9,6 kW, unito a una centrale di cogenerazione da 60 kVA. L’energia elettrica può essere accumulata in una batteria con una capacità di 138 kWh. La presa per l’acqua potabile si trova a circa 450 m: l’acqua viene erogata al rifugio attraverso una serie di tubi in PE isolati e riscaldabili.

 
2 L’ALLUMINIO: IL BIVACCO BIVACCO "MATTEO CORRADINI"
Arch. Michele Versaci & Arch. Andrea Cassi

Un prisma scuro, con un prospetto esagonale.
Un supporto ad alpinisti ed escursionisti, con elevate prestazioni di isolamento sia in inverno che in estate grazie al suo rivestimento in alluminio.
In contrasto con l’involucro nero in ALLUMINO PREFA, dalle alle prestazioni tecniche, l’interno è realizzato in pino cembro
La scelta del rivestimento, eseguito con la tecnica della aggraffatura angolare è dovuta al fatto che L’alluminio, è completamente riciclabile e soprattutto resiste a condizioni climatiche estreme come quelle che si possono incontrare a più di 4000 m di altezza

 
3 LO ZINCO -TITANIO: IL BIVACCO BIVACCO "MATTEO CORRADINI"
Simone Gobbo & Arch. Fabio Tossutti_ STUDIO DEMOGO
 
Un rifugio sulla Forcella Marmarole che rifiuta volontariamente di volersi confondere con il contesto che lo circonda, grazie all’utilizzo dello zinco titanio Rheinzink, rendendolo così facilmente riconoscibile e individuabile anche nelle condizioni climatiche più difficili.
Il rivestimento scelto, oltre a proteggere l’edificio dalle intemperie, essendo un elemento naturale, muta con il variare del tempo, in base alla luce e alle diverse stagioni. Questa caratteristica rende il bivacco Fanton un elemento con una vita propria
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