Il metallo nobile, a cui piace cambiare “faccia”

Il metallo nobile, a cui piace cambiare “faccia”

Fin dagli arbori della storia dell’architettura, Il rame è stato uno tra i materiali metallici più utilizzati per rivestire le coperture. Le prime testimonianze di utilizzo in architettura risalgono ai Romani, (RAME = Cuprum: estratto a Cipro da cui deriva il nome del rame); ad esempio Il Pantheon era ricoperto di lastre di bronzo, poi smantellate per poter realizzare l’altare del Bernini per la basilica di San Pietro. Anche il Tempio di Giove Capitolino era ricoperto da tegole di rame dorato o la Basilica di S. Sofia a Costantinopoli (oggi moschea di Istanbul) sembra fosse, nella sua prima edificazione, rivestita di rame.
Il motivo di questo forte utilizzo? Sicuramente una prima motivazione sta nelle sue caratteristiche meccaniche, Il rame infatti risulta essere molto duttile e malleabile, quindi ideale anche per poter realizzare canali di gronde e altri tipi di lavorazioni di lattoneria. Altra importante caratteristica è sicuramente la capacità di adattarsi e combinarsi con altri metalli in modo da poter formare le diverse leghe. Tra le più note abbiamo sicuramente quelle con bronzo e ottone. Non è raro infatti di trovare rivestimenti di copertura in acciaio inox o facciate in legno e pluviali in rame. Questi tipi di abbinamenti, infatti, evitano qualsiasi tipo di corrosione. Ultima caratteristica ma non meno importane è appunto la resistenza a corrosione, grazie alla naturale patina che si forma spontaneamente, virando dal bruno al verde e azzurro
 Ed è proprio di questa variazione cromatica naturale di cui vorremmo parlare. 

Rame non ossidato

Il tipo colore che ci viene in mente, quando pensiamo al rame è sicuramente quella sua tipica sfumatura rosata.
Appena acquistato e prima di essere installato, il rame è rossastro, lucido e splendente. In breve tempo, esposto all’azione degli agenti atmosferici, si innesca una relazione chimica che porta alla formazione di chiazze marroni opache che poco per volta si espandono fino a ricoprire l’intera superficie.
In alcuni punti della copertura o dove abbiamo maggiore ristagno di acqua e di umidità non è strano trovare anche uno strato ossidato in verde chiaro
Il rame che arriva in cantiere in lastre già prefabbricate tramite profilatrici, con cui poter realizzare coperture e rivestimenti di facciata con la nota e antica tecnica dell’aggraffatura doppia o angolare, o tramite profili precedentemente presso-piegati tramite macchine a bandiera, è molto simile al rame naturale. Esso infatti ha un grado di purezza al 99,95%, unica cosa è che viene privato dell’ossigeno e aggiunta una piccola percentuale di fosforo, ma le proprietà meccaniche prima elencate rimangono praticamente le stesse ecco perché è facile poter realizzare profili per aggraffatura o forme più complesse per facciate ventilate suggestive
  • Rame Cu-DHP esente da ossigeno e limitato residuo di fosforo con grado di purezza minimo 99,90%
  • Peso specifico 8,93 kg/dm3
  • Coefficiente di dilatazione termica 0,017 mm/ml/°C
  • Eccellenti proprietà meccaniche:
  • Molto adatto a saldature e brasature
  • Non teme la corrosione, consigliato anche in zone urbane o ambiente marino
Holger Kehne

Rame preossidato bruno

Come giá detto, in poco tempo il rame preossidato incomincia a formare una patina marrone scuro opaca, se esposto alle intemperie. Essendo questa tonalità molto elegante e apprezzata soprattutto da architetti e designer, il mercato ha voluto rispondere a questa richiesta, creando un prodotto detto rame patinato o ossidato
Questo prodotto ha la stessa composizione chimica del rame non trattato Cu-DHP, l’unica differenza è che arriva in cantiere, già ossidato su entrambi i lati in modo da avere una sfumatura marrone scuro, naturale e uniforme, Questa tonalità tende a scurirsi e a virare verso l’antracite, nel caso in cui le lastre venissero posate per rivestire facciate ventilate o a doppia pelle. Se invece le lastre fossero utilizzate in copertura, essere vireranno subito verso il noto verde rame
Queste ossidazioni non sono altro che reazioni chimiche che possono anche essere ottenere immediatamente, senza dover aspettare il naturale invecchiamento del materiale; ad esempio per poter ottenere una tonalità antracite, basta immergere le lastre in una soluzione di soda caustica
  • Rame Cu-DHP fosforo con grado di purezza minimo 99,90%
  • Peso specifico 8,93 kg/dm3
  • Coefficiente di dilatazione termica 0,017 mm/ml/°C
  • Eccellenti proprietà meccaniche
  • Adeguato ai rivestimenti architettonici con tutti i sistemi: aggraffatura, scandole, cassette, doghe, ecc.
  • Molto adatto a saldature e brasature
  • Non teme la corrosione (zone urbane e ambiente marino)

Rame preossidato verde

Il rame verde (noto come patinato verde) non cambia, nella composizione chimica, dal rame non ossidato rossastro. Unica differenza è che questo prodotto viene distribuito con una parte giá ossidata nella tipica colorazione verde rame.
Essendo comunque un procedimento realizzato in fabbrica, ma che sfrutta la naturale ossidazione del materiale, ogni coil di produzione potrà avere una superficie con una sfumatura leggermente diversa. Chi più verde, chi più azzurra e con il passare del tempo tende a schiarire. L’ossidazione non è mai omogenea. Il materiale risulta avere una texture fatta da macchie più scure e più chiare che virano dal marrone al verde. Solo dopo un po´di tempo si omogenizza e diventa perfettamente verde
 
  • Rame Cu-DHP esente da ossigeno e limitato residuo di fosforo con grado di purezza minimo 99,90%
  • Peso specifico 8,93 kg/dm3
  • Coefficiente di dilatazione termica 0,017 mm/ml/°C
  • Eccellenti proprietà meccaniche
  • Adeguato ai rivestimenti architettonici con tutti i sistemi: aggraffatura, scandole, cassette, doghe, ecc.
  • Adatto alla piegatura a freddo e alla brasatura dolce
  • Non teme corrosione

Variazioni cromatiche del rame in base al tempo di esposizione agli agenti atmosferici

Ossido di rame Esposizione Colore
     
CuO alcune settimane strisce nere
Cu2O alcune settimane macchie marroni
CuO-Cu2O 6-12 mesi bruno omogeneo
Solfato o cloruro di rame 5-10 anni verde chiaro su sfondo bruno
Solfato o cloruro di rame 20-25 anni verde intenso
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