AD OGNI COPERTURA IL SUO MANTO

AD OGNI COPERTURA IL SUO MANTO

Nel settore delle costruzioni residenziali stiamo assistendo ad una crescente tendenza a realizzare edifici residenziali con tetti piani, fino a qualche anno fa prerogativa dei corpi annessi all’edificio principale, come garage o tettoie. Un tetto piano conferisce all'edificio un aspetto originale, è pratico nel funzionamento e si integra perfettamente nel concetto di architettura sostenibile, con la progettazione di un involucro edilizio che non si limiti ad essere conservativo ma che abbia un ruolo energetico attivo. Il tetto piano, o copertura piana, consente ad esempio ampia libertà di orientamento di installazioni per la captazione solare e la possibilità di realizzazione tetti verdi, simbolo di un’architettura innovativa e sostenibile.
La scelta del manto di copertura rappresenta lo strato esterno che deve garantire la tenuta all’acqua del tetto e tra le altre cose dovrà necessariamente tenere conto della pendenza della falda. I manti realizzati con elementi che garantiscono la tenuta all’acqua mediante sovrapposizione di unità contigue posate nel senso della pendenza (sistemi discontinui), che includono tegole, coppi e lastre nei vari materiali, non possono essere utilizzati nel caso di bassa pendenza e nel caso sia inferiore al 5% si devono necessariamente prevedere sistemi di tenuta senza soluzione di continuità (sistemi continui), realizzati con membrane prefabbricate in bitume polimero o in materiale plastico e gomma (sintetiche). In ambito commerciale e industriale le coperture sono sub-orizzontali (pendenza ≤ 5%) nella quasi totalità dei casi e le membrane di impermeabilizzazione trovano quindi largo impiego, con una tendenza di mercato sempre più orientata sui materiali sintetici, che vengono applicate in monostrato, non richiedono l’impiego di fiamme libere, lavorano su spessori ridotti e presentano diversi altri vantaggi. Le membrane polimeriche si differenziano in termoplastiche e termoindurenti, PVC-P e TPO appartengono alla prima categoria, l’EPDM fa invece parte della seconda.

Cosa significano le sigle PVC, TPO ed EPDM

Quando si parla di membrane polimeriche per l’impermeabilizzazione di coperture in PVC la corretta designazione sarebbe PVC-P, ossia policloruro di vinile plastificato. L’aggiunta di plastificanti è infatti indispensabile per rendere il PVC, che è un mate

La sigla più comunemente utilizzata per indicare le membrane poliolefiniche è TPO, che sta per thermoplastic polyolefin. Le poliolefine termoplastiche sono una famiglia di polimeri prodotti da materiale a base di olefine e tra questi polimeri i più noti e comuni sono il polietilene (PE) e il polipropilene (PP),  largamente utilizzati per prodotti in plastica o gomma d'utilizzo comune. L’EPDM è una gomma sintetica che fa parte del gruppo degli elastomeri amorfi, il cui polimero di base è uno scheletro carbonioso ottenuto dalla copolimerizzaizone di etilene e propilene e da un terzo monomero rappresentato da un diene non coniugato, aggiunto in quantità controllata durante la polimerizzazione. Il nome EPDM deriva quindi dall'inglese Ethylene-Propylene Diene Monomer. L’EPDM, a differenza di molti polimeri (ad esempio la gomma naturale impiegata nelle fasce elastiche), è privo di legami insaturi (doppi legami C=C) e la sua catena carboniosa è costituita da soli legami singoli, che gli conferiscono un’elevata resistenza a ozono e raggi UV.
In un sistema di impermeabilizzazione continuo in copertura quali sono i vantaggi delle membrane sintetiche rispetto a quelle bituminose?
  • Maggior uniformità nei prodotti presenti sul mercato
  • Aspetti qualitativi e prestazionali della membrana maggiormente controllati
  • Posa da parte di imprese specializzate
  • Possibilità di posa a secco: indipendenza da substrato e disassemblabilità (C.A.M.)
  • Facilità di smaltimento, visti gli spessori ridotti
  • Stabilità dimensionale, flessibilità (anche a freddo) ed elasticità
  • Funzionalità del sistema anche alle basse temperature
  • Resistenza a trazione delle giunzioni: diverse metodologie di posa
  • Resistenza intrinseca alle radici
  • Permeabilità al vapore

Membrane sintetiche a confronto

PVC-P TPO EPDM
Monostrato Monostrato Monostrato
Qualità dipende dalla qualità dei plastificanti, dalla composizione e dall’armatura Qualità dipende dalle diverse composizioni (esperienza e prestazioni tecniche) Proprietà simili
Contiene stabilizzatori UV e plastificanti Contiene stabilizzatori UV Vulcanizzata e chimicamente inerte
Minore durata legata a UV e ozono Resistente a UV Resistente a UV
Vita utile limitata per migrazione plastificanti e modifiche formulazione Durevole, resistente e lunga vita utile Lunga vita utile (50 – 70 anni)
Non ecologica, elevati costi smaltimento e impatto LCA Ecologica: ridotto impatto ambientale e riciclabile Ecologica: ridotto impatto ambientale e riciclabile
Armata Armata Non armata: + elastica e flessibile
Rigida alle basse temperature, specie dopo invecchiamento Flessibile anche alle basse temperature e invecchiata Si mantiene flessibile a - 45°C per tutta la vita utile
Ha una buona permeabilità al vapore Ha una certa permeabilità al vapore Ha una certa permeabilità al vapore
Giunzioni saldate, senza fiamma ma richiesta idonea fonte di energia. Giunzioni saldate, senza fiamma ma richiesta idonea fonte di energia. Giunzione a freddo, senza fiamma e fonti di energia.
Larghezze membrane limitate Larghezze membrane limitate Teli senza giunzioni fino a 15.25 x 61 m
Diversi colori Diversi colori Nera

Quali sono i principali vantaggi legati all’impiego di una membrana di copertura in EPDM?

Le membrane sintetiche in EPDM vantano caratteristiche e prestazioni ideali per realizzare l’elemento di tenuta di una copertura:
  • Estrema resistenza ai raggi UV, all’ozono e agli agenti atmosferici
  • Un’elasticità > 300%, che consente alla membrana di seguire e adattarsi agli spostamenti connessi alle condizioni climatiche o ai movimenti del supporto su cui è vincolata.
  • Una durata eccezionale, con un’aspettativa di vita superiore a 50 anni. Nonostante lo spessore e il peso ridotto una membrana in EPDM è sostanzialmente immune a vari fattori che ne accelerano l'usura nel tempo.
  • Un’estrema flessibilità, che si mantiene tale anche a temperature fino -45 ° C, consente alla membrana di mantenersi piana e di adattarsi facilmente alle forme irregolari. Segue la geometria del piano di posa e ne accetta le dilatazioni o le contrazioni, dovute a variazioni climatiche, senza mai rompersi.
  • La durabilità  
  • Le membrane in EPDM rappresentano una scelta ecosostenibile: sono raccomandate da Greenpeace, GreenTeam, NIBE come le membrane di copertura con il minor impatto ambientale.

Perché scegliere un sistema di copertura in EPDM di Firestone?

Oltre ai vantaggi propri dell’EPDM e dell’impiego di questo polimero nella realizzazione di membrane di impermeabilizzazione affidandosi al sistema di copertura RubberGard EPDM di Firestone si può contare:
  • Su un sistema presente sul mercato da oltre 40 anni, con oltre 1.500.000.000 di mq installati in tutto il mondo, ad ogni latitudine.
  • Su una soluzione completa. Anche avendo la migliore membrana, se le giunzioni non funzionano a dovere o i dettagli di copertura non possono essere eseguiti correttamente, il sistema di impermeabilizzazione non sarà in grado garantire la tenuta all’acqua. Firestone offre una membrana in EPDM di qualità superiore ma anche un'intera gamma di prodotti e accessori complementari progettati per funzionare in combinazione con la stessa.
  • Su un sistema di installabile su qualsiasi copertura, nuova costruzione o esistente, grazie alle diverse possibili tecnologie di posa previste
  • Su un servizio di supporto completo, dalla progettazione alla conclusione dell’opera, rivolto a progettiste e installatori.
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